Rolleiflex addio

La Rolleiflex va in pensione. Dopo circa 57 anni di servizio, un numero indefinito di rulli scattati e tre generazioni di proprietari, è ora che la macchina fotografica che mio nonno comprò nel 1953 (circa) diventi un semplice oggetto da vetrina.

La mitica, nel suo ultimo giorno di attività ad un minraduno di fotografi pellicolari. Più avanti una Zenit "modello celebrativo olimpiadi 1980".

Perchè questa pompa magna per una macchina fotografica? Perchè la Rolleiflex è la Rolleiflex, ovviamente :)

Un pò di storia: La Rolleiflex è il più celebre esempio di reflex biottica (ci sono due obiettivi appaiati uno sopra l’altro, uno punta direttamente alla pellicola, l’alto ad uno specchio fisso che punta l’immagine al mirino a pozzetto posto in cima). E’ una macchina medio formato che scatta 12 pose in formato 6cmx6cm per rullo e monta un obiettivo fisso Carl Zeiss Planar: obiettivo fisso sì, ma tra i migliori al mondo!

La Rolleiflex è stata una delle prime macchine fotografiche davvero pratiche, relativamente compatte ed affidabili, in maniera simile a quello che fu la Leica pochi anni prima con l’introduzione del 35mm: alla possibilità di scattare velocemente e a mano libera e caricare velocemente la pellicola si abbinavano finalmente dei comandi semplici ed ergonomici ed una qualità di costruzione di altissimo livello. In questo caso si aggiungeva anche la qualità superiore del formato più grande ed il mirino reflex.

Già soltanto al tatto e alla vista questo tipo di macchine sono libidine: costruite da un unico blocco di alluminio, con rivestimenti in pelle, cromature e funzionamenti di precisione completamente meccanici la avvicinano di più ad un Rolex che ad una EOS.

Aquistata da mio nonno per una cifra esorbitante (all’epoca costava circa il 10% in più di una Vespa Piaggio), passata ad un mio zio e successivamente a me, mi ha dato diverse soddisfazioni negli ultimi anni: ora che ho sentito qualche inceppamento dei meccanismi di caricamento della pellicola è ora che rimanga nello scaffale a fare bella mostra di sè, compito in cui riesce benissimo.

Mi mancerà molto il formato quadrato, il modo di usarla a due mani a livello stomaco, i negativi enormi con le linguette da leccare per chiudere il rullino e le istruzioni in tedesco sul retro scritte in gotico che non ho mai capito neanche di striscio.

Addio, Rolleiflex.

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